martedì 28 settembre 2010

IL GRANDE CINEMA ALL' ISTITUTO EUROPEO

Vinicio Marchioni (Aureliano) in una scena del film

Inizio di settimana. Inizio di consigli per IL GRANDE CINEMA. Ecco la prima recensione del nostro grande critico Milan Principe. Buona lettura e buon GRANDE CINEMA ALL' ISTITUTO EUROPEO! Oggi tocca "20 SIGARETTE"

20 sigarette

REGIA: Aureliano Amadei
SCENEGGIATURA: Aureliano Amadei, Gianni Romoli, Francesco Trento, Volfango De Biasi
ATTORI: Carolina Crescentini, Vinicio Marchioni, Giorgio Colangeli, Massimo Popolizio, Gisella Burinato, Antonio Gerardi, Duccio Camerini, Luciano Virgilio,Alberto Basaluzzo, Orsetta De Rossi, Edoardo Pesce
Durata: 94 min
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Cominciamo subito dicendo che questo film senza le scene di guerra a Nassirya e senza Vinicio Marchioni soprattutto, che interpreta Aureliano il protagonista, sarebbe un film sulla media. Per fortuna le scene a Nassirya e le grandi capacità di Marchioni elevano il film ad un buon livello qualitativo. Questo Marchioni è un attore straordinario. E’ bravissimo (nella scena dell’ospedale quando i genitori di Ficuciello - Alberto Basaluzzo - vengono a trovarlo è così bravo che mi ha fatto piangere, lo ammetto…). Marchioni ha un cambio di marcia continuo nella recitazione. Per molti aspetti (in particolare per la grande capacità di mimica facciale) mi ricorda Bill Murray.
Se Amadei saprà resistere ad un tipo di cinema mosso ed a puzzle come all’inizio (abbastanza spaesante) e si concentrerà su un tipo di narrazione lineare come le scene in Iraq, sarà davvero in grado di fare un bel cinema.
Quando mostra le scene di guerra in Iraq compete in verità con i migliori film americani sul medesimo soggetto (”Green Zone” di Paul Greengrass, per esempio). Nelle scene in Iraq c’è il momento in cui si ride, in cui il film è anche divertente, ma c’è anche il momento della tensione, della paura, dell’ambiente ostile, della tragedia, del sangue, dell’orrore, del coraggio e della disperazione, dell’istinto di sopravvivenza e dell’incoscienza di fumare una sigaretta con un piede maciullato e il corpo lordato di sangue, disteso su un camion, con un bambino morto sul proprio torace, in viaggio verso un ospedale lontano.
Bella la fotografia nei momenti in cui il film cerca di esprimere la tensione del viaggio verso la tragedia. Belle le musiche.
Insomma se il sangue non vi disturba e la tragedia neanche andate a vedere questo film a due marce. Lo merita.

Milan Principe


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