lunedì 11 ottobre 2010

Leaves of Grass by Tim Blake Nelson

KERI RUSELL
I liked this film about two twin brothers, played by Edward Norton. They're very different: one grows pot in his Oklahoma home and the other wants to attain more and more academic prowess. The first concocts hare-brained get rich schemes while the other drinks tea with scholars and speaks - when he has to - about his "eccentric" family. That is, until their paths meet again.

Bill Kincaid (scholar) suddenly gets word that his brother Brady has died, and hence he returns to Oklahoma for what comes next. He's mentally not prepared to meet the rest of his estranged family, including his mother, played by Susan Sarandon. And what about his brother, anyway? All in all, a nice film with a bunch of dark twists to it. It's one of the better I've seen where one person plays several parts without it all becoming "Pink Panther" - kudos to Peter Sellers' brilliant acting included - and hence leaving the audience with the sense of showmanship, but it's also neatly directed by Tim Blake Nelson, who plays Brady's best friend and is probably most well-known for his part in "O Brother, Where Art Thou?
(from IMDB: http://www.imdb.com/title/tt1151359/usercomments )

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martedì 5 ottobre 2010

IL GRANDE CINEMA ALL' ISTITUTO EUROPEO


Una delle immagini più suggestive del film



Altra recensione di Milan Principe per IL GRANDE CINEMA ALL' ISTITUTO EUROPEO: Inception di Christofer Nolan.. Tre stelle scarse  secondo Milan principe


 

 

Inception

REGIA. di Christopher Nolan.

ATTORI:

GENERE:Azione

DURATA 142 min.

Che dire di questo film? E’ certamente il film del momento, certamente uno dei più attesi.
Ha una pienezza di immagini che è davvero impressionante, com’è nei film di Nolan. Una pienezza e una forma di immagine che ti fa pensare “Oh! Questo è cinema!!” non televisione (cosa che invece molti confondono…).
Credo che pochi registi siano in grado di creare immagini di una tale forza  espressiva come Nolan. Anche le musiche che accompagnano il film sono di un impatto inquietante pari a quella di The Dark Knight (2008).
Detto questo (la parte più positiva), credo che in questo film ci sia troppo. Troppa pienezza, troppa forza visiva, troppa azione, troppe strutture collaudate del cinema americano. Onestamente questo film mi ricorda molto nella struttura Blood Diamonds  di Edward Zwick (2006), Revolutionary Road di Sam Mendes (2008) e last but not certainly the LEAST Shutter Island di Martin Scorsese (2010).
Un film costruito sul personaggio Di Caprio sempre più votato (condannato? incapsulato? o tailor-made?)  ad un certo tipo di personaggio? Il sospetto viene.

Bella l’idea di entrare nei sogni e manipolarli fino a rimanerci intrappolati. Addirittura costruire sogni a più livelli: il sogno dentro un sogno che a sua volta è dentro un altro sogno…Qualcosa che in parte sta già avvenendo: Deirdre Barrett (evolutianary psychologist alla Harvard Medical School) riesce ad influenzare i sogni con una tecnica chiamata “dream incubation”, una tecnica che ridotta ai minimi termini sarebbe: se vuoi sognare un particolare soggetto o problema devi pensare intensamente a quella persona, soggetto, problema, una volta che sei a letto e cercare di formare un’immagine relativa – i sogni infatti sono molto visuali – e lasciare quell’immagine nella mente mentre ti addormenti ( beh bastava leggere comunque “Gli esercizi spirituali” di  Ignazio di Loyola per ritrovare un’analoga tecnica di focalizzazione).

Insomma, molto sorpreso che  Il Sole 24 ORE dia 4 stelle ad un film che a mio giudizio non va e non può andare oltre le 3 stelle (ma scarse).

Milan Principe



IL GRANDE CINEMA ALL' ISITITUTO EUROPEO


Monsiuer Ousmane (Sotigui Kouyaté) e la signora Sommers (Brenda Blethyn)
in un momento topico del film

Ecco un'altra recensione di Milan principe per IL GRANDE CINEMA ALL' ISTITUTO EUROPEO: "London River". Un film sull Altro. Grandi architetture di pensiero ma che secondo Milan Principe lasciano freddi, alla fine.
Ma leggiamo la recensione.




London River
REGIA: Rachid Bouchareb
SCENEGGIATURA: Rachid Bouchareb, Olivier Lorelle, Zoé Galeron
ATTORI: Brenda Blethyn, Sotigui Kouyaté, Roschdy Zem, Sami Bouajila, Bernard Blancan
GENERE: Drammatico
DURATA: 87 Min

Londra 7 luglio 2005. Quattro bombe esplodono in piena ora di punta. Quattro assassini che viaggiavano su mezzi pubblici fanno detonare l’esplosivo che portavano nei loro zaini uccidendo in pochi minuti 56 persone e ferendone 700.


Due vite separate e parallele. Origini diverse. Mondi diversi. Un musulmano, Ousmane (Sotigui Kouyaté), una donna cristiana, la signora Sommers (Brenda Blethyn).
Ousmane vive in Francia, la signora Sommers su un’isola della Manica.
Il sospetto li unisce. Il sospetto che qualcosa sia successo ai rispettivi figli.
Ousmane parte dalla Francia e va in Inghilterra alla ricerca del proprio figlio e sarà straniero in una città straniera. La signora Sommers va a Londra, città della sua patria, e sarà straniera nella propria terra. Scoprirà subito che la figlia viveva in un quartiere arabo e pagava l’affitto ad un arabo che al di là dei modi duri è pure gentile.
E’ un film che si interroga sull’Altro e pone delle domande. Chi è l’Altro? Quello che non si conosce ma esiste? O quello che si conosce ma non esiste (come si conosce)?
L’Altro è come noi. Ha figli come noi. Soffre come noi. L’Altro è sempre presente ma non lo conosciamo perché non vogliamo.
L’Altro ci fa paura perché porta una verità che non ci piace.
E la verità per la signora Sommers sarà che sua figlia viveva in un quartiere arabo, pagava l’affitto ad un arabo. Studiava arabo e viveva con un arabo (il figlio del signor Ousmane). E tutt’e due sono spariti senza lasciare tracce.
E’ difficile accettare che la propria figlia si sia convertita all’Islam e abbia studiato una lingua, che per la signora Sommers non c’è motivo di studiare. Perché si deve parlare arabo in Inghilterra? Chi parla arabo in Inghilterra? Non è più normale parlare inglese?
E la signora Sommers scoprirà che in Inghilterra, a Londra, c’è un mondo diverso che parla arabo, pensa arabo e non si integra. E soprattutto conoscerà Monsieur Ousmane: l’Altro, che le farà allentare i freni inibitori e nel dolore si riconoscerà uguale all’Altro.
E’ un film sul razzismo questo, sulla paura dell’Altro e sulla Verità, che è uguale e crudele per tutti: per l’Uguale-a-se-stesso e per l’Altro. Nell’impossibilità di sfuggire alla verità ci si riconosce in un’uguaglianza che è sempre presente a se stessa in modo implacabile, al di là di ogni diversità.
Grandi domande. Grandi geometrie di pensiero ma alla fine questo film non ti lascia niente addosso. Esci dal cinema uguale a come sei entrato.

Milan Principe

IL GRANDE CINEMA ALL' ISTITUTO EUROPEO




Un' immagine emblematica  di Silvio Orlando alias Gianni Dubois
 Ricomincia la settimana, ricominciano i consigli del nostro Milan Principe su IL GRANDE CINEMA ALL' ISTITUTO EUROPEO. Iniziamo con  La Passione di Carlo Mazzacurati. 

La Passione
REGIA: Carlo Mazzacurati
ATTORI:
Silvio Orlando (Gianni Dubois)
Giuseppe Battiston (Ramiro)
Corrado Guzzanti (Abbruscati)
Cristiana Capotondi (Flaminia Sbarbato)
Stefania Sandrelli (Sindachessa)
Kasia Smutniak (Caterina)
Maria Paiato (Helga)
Marco Messeri (Del Ghianda)
Giovanni Mascherini (Jonathan)
Fausto Russo Alesi (Pippo)
SCENEGGIATURA:
Carlo Mazzacurati
Umberto Contarello
Doriana Leondeff
Marco Pettenello
GENERE: commedia/drammatico/ironico
DURATA: 105′


Quando il film è incominciato mi venivano alla mente dubbi come: che film è questo? Una pizza? Non lo so. Un film surreale? Non lo so. Una commedia? Non lo so. Uno sceneggiato televisivo? Forse. Un blob come quello sulla Rai3? Forse. Un film comico? Sì. La comicità c’è: un po’ alla Nuti, un po’ alla Pieraccioni, un po’ alla Ceccherini. C’è la comicità della Toscana becera ma c’è anche quella ironica e raffinata di Comencini in Pinocchio. C’è difatti anche il Gatto & la Volpe (Stefania Sandrelli, la sindachessa di Fiorano e Marco Messeri che è Del Ghianda, l’assessore) che costringeranno il povero Gianni Dubois (Silvio Orlando) a dirigere La Passione, una sacra rappresentazione paesana del Venerdì Santo. Il povero Dubois, sarà costretto ad accettare il ricatto per evitare una denuncia per incuria nei lavori di manutenzione nel suo appartamento di Fiorano, paesino della Toscana. Il Gatto e la Volpe infatti lo minacciano di denuncia alle Belle Arti perché la perdita di un vecchio tubo del suo appartamento ha danneggiato un affresco del Cinquecento nella chiesa adiacente. Dubois si vede, obtortissimo collo, costretto ad accettare nonostante tutti i suoi problemi personali: è un regista in crisi che nonostante i bei film realizzati nel passato è ormai cinque anni che non produce più nulla. E’ in cerca di un nuovo soggetto, sotto la minaccia del produttore di toglierlo dalla lista delle persone che aiuta finanziariamente. Ma il soggetto a Dubois non viene e lui comincia a sentirsi finito, come regista.
E’ un film comico finalmente, perché c’è anche Fantozzi: Silvio Orlando alias Dubois. C’è pure un po’ di Nanni Moretti di “Bianca” nelle scene in cui Dubois (Silvio Orlando) spia una coppia dalla finestra del suo appartamento.
Ma c’è anche Tim Burton! Un Tim Burton sputato nelle scene alla stazione quando arriva Abbruscati - Corrado Guzzanti - l’attore preso in prestito dal servizio meteorologico per la sua capacita straordinaria di imparare i testi a memoria in pochissimo tempo. Urge trovare un attore per personificare Gesù capace di imparare il testo in poche ore.
Comunque il film fa ridere e questo è importante. Ha delle buone trovate. Come quella dell’unico posto in cui è possibile fare telefonate dal cellulare, o quella di dettare il copione de La Passione ad una scolaresca perché in tutto il paese non c’è una fotocopiatrice che funzioni.
E’ dunque un film comico a multistrati, dai molti stili fusi insieme dalla comicità, che tiene insieme il tutto, che altrimenti sarebbe slegato.
Preoccupante è però Silvio Orlando. Non che Silvio Orlando non sia bravo in questo film. E’ bravissimo e solo Giuseppe Battiston, Ramiro nel film, lo batte in bravura (senz’altro il miglior film di questo attore dalle molte sfaccettature). Solo che vedo Silvio Orlando in un declino costante del suo personaggio. Negli ultimi anni i suoi ruoli sono passati dal bonaccione, confusionario, impacciato, idealista ed ingenuo piano piano a quello di inetto, e lì pare si stia ormai sclerotizzando. Da “Genitori e figli agitare bene prima dell’uso” di Veronesi, dove l’inetto aveva ancora risvolti di un padre troppo buono ed idealista si passa all’inetto totale di La Passione.
E’ forse Silvio Orlando incapace di altri ruoli? O l’impietosa industria cinematografica, con l’avanzare della sua età lo ha relegato a questo ruolo?
Non lo so, ma incomincio a chiedermelo.
Buono il finale.
Comunque il film merita il prezzo del biglietto.


Milan Principe

venerdì 1 ottobre 2010

Personajes famosos de la Toscana: Galileo Galilei

Galilleo Galilei astronomo, filosofo, matematico y fisico
Galileo Galilei (Pisa, 15 de febrero de 1564 - Florencia, 8 de enero de 1642)
Fue un astronomo, filosofo, matematico y fisico que estuvo relacionado muy estrechamente con la revolucion cientifica. Sus logros incluyen la mejora del reciente invento del telescopio, gran variedad de observaciones astronomicas, la primera ley del movimiento, y un apoyo incondicional al copernicanismo.
Es considerado hoy en dia como el padre de la astronomia y la fisica moderna y padre la ciencia.
Fue el primero en decir que el Sol no giraba alrededor de la Tierra, sino que ocurria al reves, fue duramente criticado por ello, tambien creo una primera teoria sobre las mareas, aunque erroneas pero muy cercanas a la realidad.
Uno de sus descubrimientos mas importantes fueron descubrir los satelites de Jupiter, por los que empezo a investigar sobre el heliocentrismo, otros descubrimientos fueron los anillos de Saturno (aunque no supo darles una explicacion realista) o las manchas solares.
Por culpa de todos estos descubrimientos, se gano a muchos enemigos, sobretodo los seguidores de la teoria de Aristoteles, que decia que todo giraba alrededor de la Tierra. Ellos fueron los que le acusaron de herejia frente a la Inquisicion, esta le condeno ya que decia que sus teorias no tenian fundamento y se refugiaban en la Biblia. Le condenaron en 1633 a permanecer en la carcel indefinidamente, gracias a su amistad con el papa Urbano VIII, solo tendria arresto domiciliario de por vida.
Finalmente, muere a los 78 años junto a sus fieles discipulos, totalmente ciego por culpa de diversas enfermedades y de la edad.