venerdì 19 novembre 2010

Harry Potter, c'è un mago in tutti noi

Lo studio pubblicato su New Scientist nel giorno del debutto nelle sale

In ognuno di noi si troverebbe un po' di magia. Secondo uno studio condotto da uno psicologo con la passione del paranormale, la maggior parte della gente avrebbe la capacità di prevedere il futuro e di influenzare gli eventi a venire. Indovinare chi si trova dall'altra parte del filo quando squilla il telefono o provare la sensazione di essersi aspettati un determinato evento, non sarebbero casualità prive di ragione, ma l'espressione di una certa capacità, sebbene poco sviluppata, di conoscere il futuro. La ricerca - pubblicata dalla rivista scientifica britannica New Scientist e che è già stata accolta con scetticismo da alcuni scienziati - è stata condotta da Daryl Bem della Cornell University di New York. L'ex fisico e mago part-time, ora passato allo studio della psicologia, ha sottoposto oltre 1.000 studenti ad una serie di esperimenti. Nel primo, ai volontari è stata mostrata una serie di parole da memorizzare ed è stato poi chiesto loro di ricordarne ed elencarne il più possibile.
In seguito, è stata data loro una selezione di parole da scrivere. Stranamente, la maggior parte dei volontari ricordava proprio le parole che in seguito avrebbe dovuto scrivere, indicando quindi che un evento futuro - la consegna della lista dei nomi da scrivere - aveva influenzato la loro capacità di ricordare. Nel secondo test, agli studenti è stato chiesto di indovinare dietro quale fra due tende si trovava un'immagine erotica: in una percentuale leggermente maggiore, i volontari indovinavano la tenda giusta. L'ultimo esperimento consisteva infine nel mostrare ai ragazzi due immagini, una di un cesto di frutta, l'altra di un pit bull e, in seguito, le parole 'minaccioso' 'allettante'. In qualche modo, anche se venivano mostrate in seguito, le parole avevano la capacità di influenzare come i volontari definivano le immagini suggerendo quindi che gli studenti avessero una certa premonizione della parola che avrebbero letto in seguito. Sebbene sorprendenti, i risultati dello studio di Bem non hanno del tutto convinto gli scienziati. "Per mia opinione, è ridicolo e non può essere vero", ha affermato lo psicologo Joachim Krueger. Secondo il New Scientist, per essere più credibili gli esperimenti di Bem dovrebbero essere ripetuti da altri e dare gli stessi risultati. Un ricercatore avrebbe già tentato il primo test sulle parole via internet, ma senza successo.

FONTE: Ansa

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